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Natura e impresa: la Calabria ha bisogno di cooperative turistiche

Escursionismo nei boschi dell’Aspromonte: una risorsa naturale che potrebbe generare nuove opportunità turistiche e occupazionali. Ci sono territori che possiedono ricchezze straordinarie ma che spesso non riescono a trasformarle in opportunità economiche. La Calabria, e in particolare l’area che va da Palmi a Reggio Calabria e fino all’Aspromonte, è uno di questi luoghi. Qui convivono […]

Escursionismo nei boschi dell’Aspromonte: una risorsa naturale che potrebbe generare nuove opportunità turistiche e occupazionali.

Ci sono territori che possiedono ricchezze straordinarie ma che spesso non riescono a trasformarle in opportunità economiche. La Calabria, e in particolare l’area che va da Palmi a Reggio Calabria e fino all’Aspromonte, è uno di questi luoghi.

Qui convivono mare, montagna, foreste, borghi antichi e paesaggi unici nel Mediterraneo. Eppure gran parte di questo patrimonio rimane poco valorizzato dal punto di vista turistico.

Il turismo balneare continua a essere dominante e concentrato in poche settimane estive. Intorno, per il resto dell’anno, rimane un potenziale enorme: il turismo naturalistico.

Ed è proprio qui che potrebbe nascere una nuova economia locale.

L’idea di organizzare il turismo naturalistico attraverso cooperative o gruppi di professionisti non è nuova. In molte zone d’Italia e d’Europa ha già prodotto risultati importanti, creando lavoro e valorizzando territori che prima erano marginali.

Un territorio che sembra fatto per il turismo esperienziale

Il tratto della Costa Viola, con le sue scogliere, i tramonti e i sentieri panoramici, è uno dei luoghi più suggestivi del Sud Italia. Alle sue spalle si apre quasi improvvisamente il Parco Nazionale dell’Aspromonte, un ambiente montano ricchissimo di biodiversità, sorgenti, boschi e percorsi escursionistici.

In pochi chilometri si passa dal mare alla montagna.

Questo significa poter offrire ai visitatori esperienze molto diverse:

  • trekking panoramici sul mare

  • escursioni nei boschi dell’Aspromonte

  • percorsi in mountain bike

  • visite ai borghi storici

  • turismo fotografico e naturalistico

  • osservazione della fauna

  • cammini culturali e spirituali

  • percorsi enogastronomici legati al territorio

In molti paesi europei attività simili rappresentano una parte importante dell’economia locale.

In Calabria, invece, sono ancora poco sviluppate.

Tre escursionisti con zaino osservano il tramonto sulle montagne durante un trekking naturalistico.
Il turismo naturalistico tra montagne e tramonti può diventare una nuova opportunità di sviluppo per i territori della Calabria.

Non servono grandi capitali: serve organizzazione

Una delle idee più interessanti per sviluppare questo tipo di turismo è la creazione di cooperative turistiche o gruppi organizzati di giovani e professionisti.

Una cooperativa può riunire persone con competenze diverse:

  • guide escursionistiche

  • accompagnatori turistici

  • esperti di mountain bike

  • fotografi naturalisti

  • operatori culturali

  • conoscitori del territorio

  • appassionati di botanica, storia o tradizioni locali

Insieme possono creare un’offerta turistica integrata, capace di proporre esperienze autentiche ai visitatori.

Non si tratta solo di accompagnare turisti lungo un sentiero.
Si tratta di costruire un racconto del territorio.

L’esperienza conta più delle infrastrutture

Il turismo sta cambiando. Sempre più viaggiatori cercano esperienze autentiche e contatto con la natura.

Non vogliono soltanto visitare un luogo.
Vogliono viverlo.

Un’escursione guidata tra i boschi dell’Aspromonte, una passeggiata al tramonto sulla Costa Viola, una giornata tra uliveti e vigneti locali possono diventare esperienze memorabili se raccontate e organizzate nel modo giusto.

In questo tipo di turismo le persone sono la vera risorsa.

Sono le guide, i narratori del territorio, gli organizzatori delle esperienze.

Cooperative come strumento di sviluppo locale

La forma cooperativa può essere particolarmente adatta perché permette di:

  • condividere competenze

  • dividere costi e investimenti

  • lavorare in gruppo

  • creare servizi strutturati

  • dialogare con istituzioni e operatori turistici

Una cooperativa potrebbe organizzare:

  • escursioni guidate

  • tour naturalistici

  • esperienze enogastronomiche

  • attività sportive outdoor

  • pacchetti turistici legati al territorio

  • B&B

  • agriturismi

  • ristoranti locali

  • operatori turistici

  • enti del territorio

In questo modo si crea un sistema turistico locale, non una singola attività isolata.

Escursionista con zaino osserva il panorama dalla cima di una collina durante un trekking naturalistico. Descrizione
Il turismo naturalistico nasce dal rapporto diretto con il paesaggio e può diventare una nuova risorsa economica per i territori. Collaborando con:

Dalla Costa Viola all’Aspromonte: un grande parco naturale diffuso

Il territorio tra Palmi, Scilla, Reggio Calabria e l’Aspromonte potrebbe diventare una delle aree più interessanti del Mediterraneo per il turismo naturalistico.

Pensiamo solo a ciò che esiste già:

  • il Sentiero del Tracciolino

  • i panorami sullo Stretto

  • i boschi e le cascate dell’Aspromonte

  • i borghi antichi dell’entroterra

  • le tradizioni culturali e gastronomiche

Se organizzati e raccontati bene, questi luoghi potrebbero attirare visitatori per gran parte dell’anno, non solo in estate.

Inventarsi un lavoro partendo dal territorio

Molti giovani cercano lavoro lontano dalla Calabria. E spesso è comprensibile.

Ma esiste anche un’altra possibilità: inventare nuovi lavori partendo dalle risorse del territorio.

Il turismo naturalistico non richiede grandi alberghi o grandi infrastrutture.
Richiede soprattutto:

  • conoscenza del territorio

  • capacità organizzativa

  • collaborazione

  • spirito imprenditoriale

In altre regioni italiane e in molti paesi europei questo modello ha già funzionato.

La Calabria possiede una natura straordinaria.
Forse è arrivato il momento di trasformarla anche in un’opportunità di lavoro sostenibile.

Per farlo serve una cosa semplice ma fondamentale:
persone che decidano di provarci insieme.

Le cooperative del turismo lento in Trentino

In molte vallate del Trentino alcune cooperative di giovani hanno trasformato sentieri e boschi in vere e proprie esperienze turistiche.

Organizzano:

  • escursioni guidate

  • trekking di più giorni

  • esperienze naturalistiche

  • attività educative per famiglie e scuole

Collaborano con alberghi, rifugi e agriturismi, creando una rete turistica territoriale che funziona tutto l’anno.

Il risultato è un turismo distribuito nel tempo, non concentrato solo in poche settimane.

Le guide cooperative dei parchi naturali

Escursionista con zaino cammina lungo un sentiero nel bosco, esempio di turismo naturalistico nelle montagne della Calabria.

In molti parchi naturali italiani le guide ambientali lavorano spesso in forma cooperativa. Questo permette loro di:

  • promuoversi insieme

  • offrire servizi strutturati

  • organizzare eventi e attività stagionali

  • dialogare con enti pubblici e operatori turistici

La cooperativa diventa quindi non solo un’organizzazione di lavoro, ma anche uno strumento di promozione del territorio.

I cammini turistici gestiti da comunità locali

Negli ultimi anni molti territori hanno sviluppato il turismo dei cammini, percorsi escursionistici che attraversano borghi, boschi e paesaggi naturali.

Spesso questi cammini sono gestiti da reti di associazioni, cooperative o comunità locali che offrono:

  • accompagnamento

  • logistica

  • informazioni

  • esperienze culturali e gastronomiche

Questo modello ha permesso di riportare turismo anche in zone interne e rurali.

È una dimostrazione concreta di una cosa semplice:
quando una comunità si organizza, anche piccoli territori possono diventare grandi destinazioni turistiche.

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