“Casa Leonida e Albertina Repaci – incontri culturali”: ai 40anni dalla morte di Leonida Repaci la Pietrosa riprende a raccontare
Leonida Rèpaci amò la Pietrosa come una figlia, una figlia che ci ha dissanguato per farle un corredo degno di lei. Animandola Leonida, da artista, le fece raccontare, in prosa poetica e ricchezza di versi ad alto lirismo, la storia, la vita e gli eventi, tragici e felici, che, negli anni, colpirono la famiglia Rupe abitante la Villa: la tragedia della morte di tre fratelli in una settimana per la Spagnola; il successo al teatro Manzoni di Milano del dramma La Madre incatenata; la cittadella della cultura italiana per i festeggiamenti dei 70 anni; il finanziamento, dal ministro Mancini del governo Moro, della Casa della Cultura, e poi la Malasorte improvvisa che la colpì 10 anni dopo di quand’era al massimo della bellezza e ricchezza portando la Morte in scena e l’abbandono crudele alla struggente memoria dei tempi felici.
La Pietrosa racconta è pertanto un inno ai sentimenti d’amore immenso per il luogo più caro, più intimo e più identitario che Leonida Rèpaci e la moglie Albertina abbiano condiviso nella loro esistenza. Ne pubblicò il testo allora Leonida, nel 1984, con l’editore Rubbettino, dedicato Ad Albertina che dorme in terra di Calabria, e, nella serata del Premio Viareggio, lo volle donare a ciascuno dei 20 componenti la Giuria per mantenere la presenza della Pietrosa nella storia letteraria italiana.
Oggi la villa Pietrosa, da La Raffica e da Prometeus riqualificata negli spazi, nei colori e nella bellezza, riprende a raccontare e mostra le arti e le storie di vita di Leonida Rèpaci. Arricchita anche da opere di artisti devoti, apprezzata e vissuta da tutti, ritrova la sua anima: rivive così quell’aria colonea, al tempo creata da Leonida, Albertina e Ciccio Parisi, ma poi, dalla Malasorte distrutta. E’ per questo che alla cerimonia di riapertura, l’Associazione AmiciCasaRèpaci, vinta nel contempo la Malasorte, ripubblica in copia anastatica il testo originale de La Pietrosa racconta, arricchito da brani dedicati e, richiamando Viareggio, ne fa dono a tutti gli artisti che avevano offerto le loro opere alle sale della Villa per ricominciare a farne memoria nella storia letteraria italiana e ridare così, alla Pietrosa, diventata Villa Repaci Incontri culturali, l’immortalità.


