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Il geografo e matematico Westphal a Palmi nel 1825 partecipa a una festa cittadina

Nel 1825, tra tantissimi viaggiatori stranieri, si è reso vivo in Calabria il geografo e matematico tedesco Johann Heinrich Westphal meglio conosciuto con lo pseudonimo di Justus Tommasini, che ha riversato le sue peripezie in “Spatziergang durch Kalabrien und Apulien von Justus Tommasini” ovvero “Passeggiate attraverso la Puglia e la Calabria” dato alle stampe nel […]

Nel 1825, tra tantissimi viaggiatori stranieri, si è reso vivo in Calabria il geografo e matematico tedesco Johann Heinrich Westphal meglio conosciuto con lo pseudonimo di Justus Tommasini, che ha riversato le sue peripezie in “Spatziergang durch Kalabrien und Apulien von Justus Tommasini” ovvero “Passeggiate attraverso la Puglia e la Calabria” dato alle stampe nel 1828[i]. Nato a Schwerin nel 1794 e morto in Sicilia, sulla strada tra Siracusa e Termini Imerese, nel 1831, ha combattuto diverse battaglie contro gli eserciti napoleonici. Ripresi gli studi, ha insegnato e tenuto conferenze. Al rientro da un viaggio in Egitto si è stabilito a Napoli. Avviatosi per la Calabria per il solito passo di Campotenese, il 20 settembre 1825 era già a Castrovillari, al cui indirizzo così si è espresso dall’inizio: «La città di Castrovillari, non è piccola, ma molto mal costruita». Tra le notazioni di maggior attenzione l’antico castello e le vigne attorno. Si snodano in sequenza, almeno in visione, Bisignano, Acri e, operata una necessaria fermata in un’osteria, eccolo a Cosenza, dalla quale dopo un giorno appena si è spinto inverso Nicastro. Giudizio quasi opposto per quest’ultima: «la città non è proprio carina, ma è passabile, e la taverna è migliore di quella di Cosenza». Nuovamente in cammino con destinazione Monteleone non senza aver lanciato un significativo sguardo alla panoramica Pizzo, che lo ha colpito per il numero di abitazioni e per il castello. Al momento non poteva non riandare al ricordo dell’infelice epilogo di Murat e del riprovevole comportamento della popolazione.

A Monteleone, per la quale al contrario della finitima cittadina ha usato tutt’altro atteggiamento, l’ennesimo turista ha avuto l’opportunità di ricopiare il manoscritto del canonico Masdea sulla fine del re. In relazione al sacerdote calabrese è stato pubblicato or non è guari uno stimolante lavoro[ii]. Sorpassata Mileto con la mente al grande Ruggero il Normanno, si apre tutta una campagna ubertosa e ben coltivata. In essa svettano soprattutto ulivi. Nella Piana si è offerto quale primo centro abitato Rosarno, che ha valutato «insignificante». In esso ha rinvenuto un vino eccellente, ma non le rose, da cui prendeva nome. Da Rosarno il viaggiatore si è diretto al paesetto di Drosi poco lungi dal mare con avanzi di mura medievali. È entrato in una reale e propria bettola che non reggeva il paragone con le tante altre accostate, ma stavolta ha raggiunto il suo acme definendola un autentico «tempio della fabbrica dei maiali». Alla descrizione della stessa ha dedicato a tinte veramente forti varie pagine, nelle quali ne ha dette di tutti i colori sia per gli ambienti che per le persone, i prodotti e gli oggetti che all’epoca si ammannivano a un avventore.

Anche un cotal personaggio non ha mancato di visitare Palmi, qui è arrivato in data 27 settembre, e di paragonare in positivo il suo panorama a quello di Napoli, ma non si è qualificato il solo. A Palmi, «una città modesta, vicino al mare su una collina, che ha almeno un po’ di commercio costiero e quindi evidenzia un po’ di vita», dove pure ha favorevolmente rilevato «diverse belle case e la pavimentazione fatta di ciottoli come le strade degli antichi», il Westphal o Tommasini che dir si voglia è capitato durante una festa. Ecco i particolari che lo hanno interessato: «Anche qui ieri sera hanno fatto festa con grande plauso della popolazione a cui sono piaciuti molto i razzi, le girandole e i colpi di cannone. La gente era felice, ballava e saltava in piazza. Ho notato che molti che la sera sentivano freddo coi loro pantaloni di lino si erano infilati sopra questi ultimi altri pantaloni corti di stoffa blu, con le ginocchia che facevano capolino lasciando scoperti i pantaloni bianchi, che non ne valeva proprio la pena!».

[i] Spatziergang durch Kalabrien und Apulien von Justus Tommasini. Ronstang, bei W. Wallis 1828, passim, trad. dal tedesco.

[ii] Foca Accetta, Il confessore di un re. Pubblica considerazione ed intima solitudine del Canonico Don Tommaso Antonio Masdea, Adhoc Edizioni, Vibo Valentia 2018.

(continua parte due)

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