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Resistere Resistere Resistere

C’è una resistenza che oggi, forse più di ogni altra, siamo chiamati a praticare. Non ha barricate. Non alza muri. Non impugna armi. È una resistenza etica al Male. In un tempo nel quale sembrano prevalere i sentimenti peggiori – l’odio che diventa linguaggio, l’indifferenza che diventa abitudine, la violenza che cerca giustificazioni, l’egoismo che […]

C’è una resistenza che oggi, forse più di ogni altra, siamo chiamati a praticare.

Non ha barricate.
Non alza muri.
Non impugna armi.

È una resistenza etica al Male.

In un tempo nel quale sembrano prevalere i sentimenti peggiori – l’odio che diventa linguaggio, l’indifferenza che diventa abitudine, la violenza che cerca giustificazioni, l’egoismo che si traveste da forza – resistere significa scegliere, ostinatamente, di non assomigliare a ciò che vorremmo combattere.

Significa non lasciare che il cinismo ci convinca che essere buoni sia inutile.
Non permettere alla paura di trasformarci in persone peggiori.
Non accettare che la crudeltà diventi normalità e che l’ingiustizia, ripetuta abbastanza a lungo, finisca per sembrarci inevitabile.

Resistere è custodire la propria coscienza.

È continuare a riconoscere nell’altro un essere umano, anche quando il mondo sembra aver dimenticato come si fa. È difendere la verità senza trasformarla in un’arma. È scegliere la gentilezza senza confonderla con la debolezza. È avere il coraggio di dire no, quando tutti sembrano aver imparato a voltarsi dall’altra parte.

Che ci vesta tutti, allora, un’armatura di forza interiore e di moralità.

Non un’armatura per allontanarci dagli altri, ma per proteggerci da ciò che rischia di spegnersi dentro di noi. Che sia fatta di affetti veri, di solidarietà concreta, di rispetto, di cura. Che abbia la forza delle mani che si tendono e non dei pugni che si chiudono.

Abbiamo bisogno di questa resistenza.

Una resistenza quotidiana, silenziosa e ostinata. Quella di chi non alimenta l’odio. Di chi soccorre invece di giudicare. Di chi resta fedele ai propri principi quando sarebbe più facile tradirli. Di chi continua a credere che la dignità umana non abbia confini, condizioni o convenienze.

Forse il Male non si sconfigge soltanto nei grandi gesti della storia.

Forse comincia a perdere ogni volta che qualcuno decide di non farsene complice.

Resistiamo, allora.

Resistiamo all’indifferenza con la cura.
Alla menzogna con la verità.
Alla violenza con il coraggio.
All’odio con la fermezza degli affetti veri.
All’egoismo con la solidarietà.

E quando tutto intorno sembrerà dirci che essere migliori non serve a nulla, ricordiamoci che è proprio allora che serve di più.

Perché ci sono tempi in cui resistere significa sopravvivere.

E ce ne sono altri, come questo, in cui resistere significa restare umani.

Dario e il gatto Leo

Nel vedere la normalità del Male, lo accasiamo. Gli diamo un posto tra le cose di ogni giorno, lo chiamiamo inevitabile, lo lasciamo entrare nelle parole, nelle abitudini, nei giudizi. Così l’odio diventa linguaggio, l’indifferenza diventa abitudine, la violenza cerca giustificazioni e l’egoismo si traveste da forza.
Resistere significa scegliere, ostinatamente, di non assomigliare a ciò che vorremmo combattere.

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