Le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 stano volgendo alla fine. In questa edizione, la nostra Nazionale olimpica ha fatto man bassa di medaglie, fra oro argento e bronzo una trentina. Pierre de Coubertin, fondatore delle Olimpiadi moderne, andava affermando che lo “sport è l’uomo”. Non aveva tutti i torti. Quando l’uomo viveva a stretto contatto con […]

Le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 stano volgendo alla fine. In questa edizione, la nostra Nazionale olimpica ha fatto man bassa di medaglie, fra oro argento e bronzo una trentina.

Pierre de Coubertin, fondatore delle Olimpiadi moderne, andava affermando che lo “sport è l’uomo”. Non aveva tutti i torti. Quando l’uomo viveva a stretto contatto con la natura passava buona parte delle sue giornate all’aria aperta. Non possiamo dire che praticasse dello sport ma invero tutto ciò che egli faceva poteva considerarsi sport. Egli correva, cacciava,  nuotava, si arrampicava sugli alberi scalava le montagne, percorreva centinaia e centinaia di chilometri a piedi per lavorare o cacciare. Insomma, senza saperlo praticava una infinità di sport che col tempo hanno finito con il coinvolgerlo e spingerlo a praticarli e impegnarlo nel tempo a dare vita a sfide e confronti.

Lo sport (dal francese desport cioè svago) altro non è che un insieme di esercizi fisici praticati in forma individuale o collettiva nel pieno rispetto di determinate e ben precise regole a scopo agonistico o per puro svago o ancora per esibizione propria al fine di sviluppare forza fisica e agilità. Lo sport oggi offre l’occasione di interrompere il tran tran della vita quotidiana con la conseguenza che è aumentato l’amore verso di esso anche per quegli sport piuttosto cruenti che potrebbero intaccare lo stato di integrità del nostro fisico. Da qui nasce la necessità di svolgere qualsiasi tipo di attività sportiva sotto la guida di personale esperto.

La psicologia dello sportivo costituisce uno dei campi più importanti della personalità umana da studiare a fondo: azioni, esperienze, situazioni particolari rappresentano infatti un vasto materiale per gli psicologi non fosse altro che per il fatto che allo sport si attribuiscono infiniti valori etici che servono a formare la personalità dell’atleta. Personalità che gli stessi psicologi qualificano come condotta unica, stabile, duratura e resistente a certi condizionamenti esterni. Si sostiene che gli sportivi si differenziano da coloro che non lo sono per particolari reazioni nei loro comportamenti, atteggiamenti, nelle diverse forme di convivenza sociale. Tali affermazioni sono fatte in base a una serie di studi scientifici, test e prove diverse che permettono di evidenziare questa realtà ponendo al tempo stesso il problema di trovare criteri metodologici per la differenziazione fra sportivi e non. Certo è che diventa sempre impossibile comprendere le cause scatenanti atteggiamenti e soprattutto reazioni violente dentro e fuori dagli stadi se non si riesce a comprendere che il fenomeno sport deve essere vissuto e fatto vivere a tutti solo e esclusivamente come momento di semplice relax, divertimento collettivo in grado di far dimenticare e non già riaffiorare e aggravare le fatiche quotidiane, i problemi personali.

Solo se si riuscirà in questo intento sarà sempre più bello e appassionante lo spettacolo che lo sport è in grado di offrire. Lo sport è bello e sano solo quando lo si pratica e lo si vive come semplice divertimento e svago, come espressione del proprio attaccamento alla maglia sociale, alla propria bandiera nazionale. Se così sarà avrà maggior valore il nostro sano tifo per questa o quella squadra di calcio, di rugby, per la maglia della nostra nazionale, per questo o quel campione.

Così lo sport  diventa strumento per lo sviluppo personale e sociale insegnando valori come disciplina, lealtà, amicizia, rispetto per gli altri. Ed è proprio in questo senso che lo sport è davvero “ l’uomo”  poiché riflette la sua più profonda natura avendolo a conoscere come individuo e come comunità.

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